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Tra sacro e profano


  Nel segno di Cerere


Nella seconda settimana di agosto, a Ganci (antico borgo in provincia di Palermo distrutto all'epoca di Federico II e riedificato nel XVI sec. attorno al castello dei Ventimiglia) si svolge la tradizionale "sagra della spiga".
Il significato antropologico di questa manifestazione trae origine dal mito di Cerere, dea propiziatrice delle messi. Ancora oggi, in numerosi paesi siciliani si usa conservare il pane, anche se già raffermo, poiché custodisce un intimo significato di sacralità.
I riti per propiziare i buoni raccolti vengono agiti dai membri della comunità di Ganci, in particolare da giovani ragazze, durante tutta la settimana dedicata alla sagra.

La sagra della spiga si apre con "a vanniata da festa": u vanniaturi, l'antico banditore in abiti tradizionali, annuncia con un rullo di tamburo il programma della manifestazione, per le vie del paese.
I giorni che seguono sono dedicati alla Settimana Internazionale del Folklore, in occasione della quale gruppi folk provenienti da vari paesi si esibiscono in piazza con canti e balli della loro tradizione popolare.
All'interno di questa settimana le manifestazioni continuano con u corteo du zitu: una sfilata di figure d'epoca a cavallo che rievoca l'antica usanza di chiedere in sposa la ragazza da parte delle famiglie burgisi (borghesi) di una volta; fino a qualche anno fa vigeva l'uso di distribuire una minestra, preparata con nove tipi di legumi ('a manciata di nove cosi).

Il momento più rappresentativo di questa manifestazione ricorre l'ultimo giorno della Settimana, quando viene allestito il Corteo in onore della dea Cerere: diviso in quattro sezioni questo corteo sviluppa temi appartenenti al mondo contadino e mitologico. Nella prima sezione si presentano gruppi folkloristici di varie nazionalità; nella seconda sezione sfila il corteo degli zii, composto dal ceto dei burgisi; infine, la terza sezione è dedicata al lavoro nei campi, rappresentato dalle varie fasi del ciclo produttivo: dall'aratura alla semina, dalla mietitura al raccolto. Tra le diverse figure rappresentate riveste particolare importanza a ritina : una lunga fila di muli utilizzata per il trasporto dei cereali.

L'ultima sezione è dedicata per intero al culto di Cerere, rievocato da figure mitologiche come l'Abbondanza impersonata da una ragazza in veste di ninfa, con il capo ricoperto di fiori, la cornucopia in una mano e un fascio di rose nell'altra. All'Abbondanza seguono Diana (dea della caccia) e Bacco (dio della viticoltura), che rappresenta la stagione autunnale nelle sue molteplici manifestazioni.
Naturalmente sarà Cerere a chiudere il corteo in qualità di somma divinità.